Zecche!!! Ma niente paura

Soprattutto in questi mesi caldi ed umidi, frequentando i prati ed i boschi anche della nostra Regione (Emilia Romagna), sia in montagna sia nelle zone umide del litorale, è facile imbattersi nelle zecche, insetti artropodi della famiglia degli Aracnidi, la stessa di ragni, acari e scorpioni.

Sono parassiti esterni, delle dimensioni che variano da qualche millimetro a circa 1 centimetro secondo la specie e lo stadio di sviluppo, con corpo tondeggiante ed un capo munito di un apparato boccale (rostro) in grado di penetrare la cute e succhiare il sangue.

Sono pericolose, non tanto per la puntura che infliggono piantando il rostro nella nostra pelle, ma per la trasmissione di gravi malattie come l’encefalite da zecca o Tbe (causata da un virus), la malattia di Lyme, causata dal batterio borrelia, la rickettsiosi (trasmessa principalmente dalla zecca dei cani), la febbre ricorrente da zecche, la tularemia, la meningoencefalite da zecche, l’ehrlichiosi.

La maggior parte di queste malattie può essere diagnosticata esclusivamente sul piano clinico, ma una pronta terapia antibiotica (previa consultazione medica!), nelle fasi iniziali, è generalmente risolutiva in particolar modo per le forme a eziologia batterica. Solo raramente (fino al 5% dei casi) ed in soggetti anziani o bambini, queste infezioni possono essere pericolose per la vita.

Senza inutili allarmismi, occorre allora prestare un po’ di attenzione, non tanto se vediamo una zecca che ci cammina sui pantaloni (sarebbe opportuno indossare pantaloni lunghi di colore chiaro proprio per permetterci di individuarle meglio e quindi scacciarle) ma, piuttosto, se, magari a fine escursione, dopo una bella doccia ristoratrice, ce ne troviamo una attaccata alla pelle, col rostro già ancorato, intenta a succhiare il sangue.

Cosa fare?

Occorre rimuovere la zecca immediatamente.

Non bisogna, però, prima bagnarla con olio, od alcool, o cercare di bruciarla o schiacciarla, perché questo potrebbe portare un rigurgito della zecca dentro al nostro sangue, con conseguente aumento del rischio di trasmissione di malattie.

Occorre, invece, afferrarla da sotto il corpo con le apposite pinzette curve, il più possibile vicino all’attaccatura del rostro alla nostra pelle ed estrarla, dopo averle fatto fare una piccola rotazione in senso antiorario, così da allineare i rostri coi fori di inserimento degli stessi nella cute, per estrarli esattamente dai fori di entrata (di norma, infatti, la zecca, dopo aver piantato i rostri, compie una piccola rotazione in senso orario).

Occorre poi disinfettare la cute con un disinfettante non colorato e mantenere sotto controllo la puntura per cogliere subito gli eventuali segni dell’infezione, quali:

> arrossamento dell’area circostante la puntura (a volte di qualche centimetro di larghezza);

> eruzione cutanea;

> sensazione di malessere, in generale (dolori muscolari, mal di testa, febbre, debolezza).

In questi casi, come nel caso in cui un rostro rimanga inserito nella cute a seguito della rimozione della zecca, è opportuno rivolgersi subito al proprio medico curante.

Nel caso non compaia alcun sintomo o eruzione cutanea per 30/40 giorni, è invece probabile che non sia presente un’infezione.

Il problema maggiore si presenta quando una persona si ammala ma non sa di essere stata punta da una zecca, magari perché questa dopo un paio di giorni si è staccata da sola, o è stata staccata inavvertitamente. E’ quindi sempre opportuno compiere una generale ispezione corporea al rientro da ogni escursione, mantenendoci controllati se ci accorgiamo di piccole punture, per verificare che non si presentino i segni dell’infezione sopra descritti.

Come cercar di evitare la puntura delle zecche ?

Evitiamo di sederci a terra, su tronchi d’albero o su muretti di pietre;

Camminiamo, se possibile, al centro del sentiero, evitando contatti con cespugli ed erbe;

Indossiamo camicie o magliette a maniche lunghe e pantaloni lunghi infilati negli stivali o nei calzettoni;

Indossiamo abiti di colore chiaro, per poter vedere le zecche con maggiore facilità;

Applichiamo sulla cute un insettifugo contenente DEET (dietiltoluamide) e spruzzare gli abiti con un repellente per insetti contenente permetrina.

Buona escursione!

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