Workshop ‘Il Bramito 2019’: primi sopralluoghi

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La stagione del bramito è oramai alle porte!
Nei primi sopralluoghi che ho fatto nei siti ove avrei intenzione di accompagnare nell’imminente workshop, la fortuna, la perseveranza, le alzatacce, la conoscenza del comportamento dei cervi, mi hanno permesso di fare questi incontri, direi anche con buona luce per gli scatti fotografici.
Non resta che attendere che gli ormoni inneschino lo spettacolo: io e Mirko Mancini ci saremo …😁 bell’s season is just around the corner!


In the first inspections I made in the sites where I would like to accompany in the upcoming workshop, luck, perseverance, risings, knowledge of deer behavior, they allowed me to do these meetings, I would also say with good light for photo shoots .
Now, we have to wait only that hormones will start the show: Mirko Mancini and I will be there …

Due parole solo su questa foto: stavo cercando minerali quando arrivo in un praticello con mille farfalle, circondato dal bosco: monto il 105 macro ed inizio a divertirmi quando sento un lievissimo rumore provenire dagli alberi vicino. Mi volto, sperando di vedere lo scoiattolo che immaginavo esserci, quando in realtà, a circa tre metri da me, vedo questo ‘ragazzone’, totalmente ignaro della mia presenza. Uno scatto, non nascondo con una certa ansia per la vicinanza, e sparisce con un salto nel bosco …

Il bramito del cervo – dal 15 settembre al 15 ottobre 2019

  

Osservazione / Fotografia / Etologia del cervo nel Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone (BO)

Hai mai sentito il bramito del cervo, di notte, mentre cammini su di un crinale tra boschi e praterie, magari immerso nella luce della luna? Ed hai mai assistito al cozzare dei palchi dei cervi ed ai loro inseguimenti per conquistarsi il diritto alla discendenza?

Sono sicuramente dei momenti indimenticabili, magari interrotti dal passaggio al galoppo di un branco di daini o di un grosso cinghiale, che proverò a far vivere anche a chi vorrà accompagnarmi.

Anzi, a chi vorrà accompagnarci, perché ho coinvolto in questo progetto un carissimo amico, Mirko Mancini, fotografo professionista, così da affiancare, all’uscita naturalistica, anche l’insegnamento su come utilizzare al meglio l’attrezzatura fotografica e su come gestire la post produzione.

Programma di massima:
  • Ritrovo prima dell’alba, indicativamente alle ore 4.30, al punto d’incontro, che verrà di volta in volta indicato sulla base dei più recenti avvistamenti.
  • Partenza per le zone individuate, per la prima sessione fotografica della giornata.
  • Pausa pranzo.
  • Esame degli scatti fotografici, tecnica fotografica e post produzione.
  • Partenza per le zone individuate, per la seconda sessione fotografica della giornata.
  • Pausa cena (solo per la prima delle due giornate contigue).
  • Escursione in notturna per l’ascolto del bramito (solo per la prima delle due giornate contigue).
  • Scioglimento del workshop per il rientro alle rispettive destinazioni.

Date:

raccolte le prenotazioni, in base alle richieste dei partecipanti ed alla disponibilità comunicheremo, già ai primi di settembre, le date e gli orari di ritrovo.

Cercheremo di evitare le giornate del sabato e della domenica, per godere della maggior tranquillità dei luoghi.

Verranno fissate due giornate di uscita contigue, per dar modo ai partecipanti (MAX 4), se interessati, di presenziare ad entrambe per visitare diverse location e quindi per aumentare la possibilità di osservazioni e scatti fotografici; la sera della prima giornata di uscita, nel dopo cena, è prevista una escursione in notturna per l’ascolto del bramito.

Quota partecipativa:

il costo individuale, da pagare in contanti al ritrovo, varia a seconda che si intenda frequentare solo la prima giornata, solo la seconda giornata, od entrambe le giornate contigue di uscita.

Solo per la prima giornata il costo è di euro 100,00 (euro cento/00); la quota comprende l’accompagnamento e l’affiancamento dall’alba al tramonto, l’assistenza fotografica post pranzo e l’escursione notturna. Al rientro, scioglimento del workshop.

Solo per la seconda giornata il costo è di euro 80,00 (euro ottanta/00); la quota comprende l’accompagnamento e l’affiancamento dall’alba al tramonto, l’assistenza fotografica post pranzo.

Nel caso in cui si partecipi alle uscite sia della prima che della seconda giornata, il costo è di complessivi euro 160,00 (euro centosessanta/00); la quota comprende l’accompagnamento e l’affiancamento per le due giornate, l’assistenza fotografica post pranzo e l’escursione notturna al termine della prima giornata. Alla sera della seconda giornata, scioglimento del workshop.

Considerato l’orario del ritrovo, saremo in loco già la sera precedente la prima uscita, a disposizione dei partecipanti anche per l’eventuale indicazione di alloggi.

E’ possibile accordarsi con Mirko Mancini per l’eventuale noleggio di materiale fotografico (corpi macchina e teleobbiettivi Nikon)

INFO E PRENOTAZIONI:

 Mirko Mancini – cell. 3357340410 – mail info@mirkomancinifotografo.com

 Paolo Pifferi – cell. 3479930542 – mail paolo_pifferi@virgilio.it

Le escursioni potranno essere annullate per le condizioni meteorologiche o modificate per qualsiasi ragione legata alla sicurezza dei partecipanti.

Zecche!!! Ma niente paura

Soprattutto in questi mesi caldi ed umidi, frequentando i prati ed i boschi anche della nostra Regione (Emilia Romagna), sia in montagna sia nelle zone umide del litorale, è facile imbattersi nelle zecche, insetti artropodi della famiglia degli Aracnidi, la stessa di ragni, acari e scorpioni.

Sono parassiti esterni, delle dimensioni che variano da qualche millimetro a circa 1 centimetro secondo la specie e lo stadio di sviluppo, con corpo tondeggiante ed un capo munito di un apparato boccale (rostro) in grado di penetrare la cute e succhiare il sangue.

Sono pericolose, non tanto per la puntura che infliggono piantando il rostro nella nostra pelle, ma per la trasmissione di gravi malattie come l’encefalite da zecca o Tbe (causata da un virus), la malattia di Lyme, causata dal batterio borrelia, la rickettsiosi (trasmessa principalmente dalla zecca dei cani), la febbre ricorrente da zecche, la tularemia, la meningoencefalite da zecche, l’ehrlichiosi.

La maggior parte di queste malattie può essere diagnosticata esclusivamente sul piano clinico, ma una pronta terapia antibiotica (previa consultazione medica!), nelle fasi iniziali, è generalmente risolutiva in particolar modo per le forme a eziologia batterica. Solo raramente (fino al 5% dei casi) ed in soggetti anziani o bambini, queste infezioni possono essere pericolose per la vita.

Senza inutili allarmismi, occorre allora prestare un po’ di attenzione, non tanto se vediamo una zecca che ci cammina sui pantaloni (sarebbe opportuno indossare pantaloni lunghi di colore chiaro proprio per permetterci di individuarle meglio e quindi scacciarle) ma, piuttosto, se, magari a fine escursione, dopo una bella doccia ristoratrice, ce ne troviamo una attaccata alla pelle, col rostro già ancorato, intenta a succhiare il sangue.

Cosa fare?

Occorre rimuovere la zecca immediatamente.

Non bisogna, però, prima bagnarla con olio, od alcool, o cercare di bruciarla o schiacciarla, perché questo potrebbe portare un rigurgito della zecca dentro al nostro sangue, con conseguente aumento del rischio di trasmissione di malattie.

Occorre, invece, afferrarla da sotto il corpo con le apposite pinzette curve, il più possibile vicino all’attaccatura del rostro alla nostra pelle ed estrarla, dopo averle fatto fare una piccola rotazione in senso antiorario, così da allineare i rostri coi fori di inserimento degli stessi nella cute, per estrarli esattamente dai fori di entrata (di norma, infatti, la zecca, dopo aver piantato i rostri, compie una piccola rotazione in senso orario).

Occorre poi disinfettare la cute con un disinfettante non colorato e mantenere sotto controllo la puntura per cogliere subito gli eventuali segni dell’infezione, quali:

> arrossamento dell’area circostante la puntura (a volte di qualche centimetro di larghezza);

> eruzione cutanea;

> sensazione di malessere, in generale (dolori muscolari, mal di testa, febbre, debolezza).

In questi casi, come nel caso in cui un rostro rimanga inserito nella cute a seguito della rimozione della zecca, è opportuno rivolgersi subito al proprio medico curante.

Nel caso non compaia alcun sintomo o eruzione cutanea per 30/40 giorni, è invece probabile che non sia presente un’infezione.

Il problema maggiore si presenta quando una persona si ammala ma non sa di essere stata punta da una zecca, magari perché questa dopo un paio di giorni si è staccata da sola, o è stata staccata inavvertitamente. E’ quindi sempre opportuno compiere una generale ispezione corporea al rientro da ogni escursione, mantenendoci controllati se ci accorgiamo di piccole punture, per verificare che non si presentino i segni dell’infezione sopra descritti.

Come cercar di evitare la puntura delle zecche ?

Evitiamo di sederci a terra, su tronchi d’albero o su muretti di pietre;

Camminiamo, se possibile, al centro del sentiero, evitando contatti con cespugli ed erbe;

Indossiamo camicie o magliette a maniche lunghe e pantaloni lunghi infilati negli stivali o nei calzettoni;

Indossiamo abiti di colore chiaro, per poter vedere le zecche con maggiore facilità;

Applichiamo sulla cute un insettifugo contenente DEET (dietiltoluamide) e spruzzare gli abiti con un repellente per insetti contenente permetrina.

Buona escursione!